Senza categoria

  • Senza categoria

    Metalli pesanti in tossicologia

    Tra i metalli pesanti normalmente presenti in natura, quelli che costituiscono un pericolo maggiore per la salu­te dell'uomo sono piombo, mercurio, arsenico e cadmio. I metalli pesanti esercitano i loro effetti tossici com­binandosi con uno o più gruppi funzionali essenziali per le normali funzioni fisiologiche. Il complesso metallico che ne deriva (o compo­sto di coordinazione) si forma in seguito a un legame di coordinazione, nel quale entrambi gli elettroni di lega­me sono forniti dal ligando.

  • Senza categoria

    Parete batterica (o sacculo)

    La parete batterica (o sacculo) è una struttura rigida che racchiude la cellula e ne condiziona la forma. La sua struttura è complessa e con profonde differenze tra batteri Gram-positivi e Gram-negativi. Spesso, il sacculo è circondato da un altro strato di materiale mucoso, quasi sempre di natura polisaccaridica, di spessore variabile che prende il nome di strato mucoso (o capsula).

  • Senza categoria

    Parasimpaticomimetici (o colinomimetici)

    I parasimpaticomimetici (o colinomimetici), così chiamati poiché mimano le funzioni del sistema parasimpatico, sono farmaci agonisti del recettore colinergico muscarinico. Classificazione dei parasimpaticomimetici I parasimpaticomimetici posso­no essere divisi in due gruppi: Acetilcolina (ACh) ed esteri sintetici della colina, tra cui: Metacolina. Carbacolo. Betanecolo. I derivati sintetici hanno il vantaggio di un’azione più selettiva e prolungata che permette il raggiungimento del farmaco anche in zone scarsamente irrorate. Alcaloidi colinomimetici naturali e loro derivati sintetici. Gli alcaloidi colinomimetici naturali sono: Muscarina. Pilocarpina. Arecolina. Un alcaloide colinomimetico sintetico è l’oxotremorina. Un parasimpaticomimetico in fase di sperimentazione è la cevimelina. Inoltre si parla di parasimpaticomimetici diretti se agiscono mediante il legame al recettore colinergico…

  • Senza categoria

    Neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale

    I neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale sono distinti in classi; pertanto si considerano: Amine, tra cui: Catecolamine. Istamina. Serotonina. Aminoacidi, tra cui: GABA (o acido gamma-amino-butirrico). Glicina. Glutammato. Aspartato. Acetilcolina. Neuropeptidi. Purine. Derivati dell’acido arachidonico. Altre sostanze. Articolo creato l’11 aprile 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

  • Senza categoria

    Microbiologia

    La microbiologia è la scienza che studia i microrganismi; si definiscono microrganismi tutti gli esseri unicellulari anche se alcuni di essi possono aggregarsi a formare colonie in cui, però, le singole cellule sono tutte equivalenti ed in grado di riprodursi autonomamente. I microrganismi sono rappresentati da: batteri, virus, miceti (o funghi) e protozoi. Alcuni protozoi e miceti microscopici sono eucarioti, ossia hanno un’organizzazione cellulare identica a quella degli organismi macroscopici pluricellulari: comparto nucleare ben definito, circondato da membrana nucleare e compartimenti intracitoplasmatici delimitati da membrane.

  • Senza categoria

    Articolazioni interfalangee

    Le articolazioni interfalangee riuniscono tra loro le falangi che formano lo scheletro delle dita e appartengono tutte al tipo dei ginglimi angolari. Sono in numero di due nelle ultime quattro dita; nel pollice, dove si hanno due falangi, si ha una sola articolazione interfalangea. I movimenti consentiti dalle articolazioni interfalangee sono di flesso-estensione, più marcati per la giunzione tra la 1a e la 2a falange che tra la 2a e la 3a.

  • Senza categoria

    Effetti tossici dei farmaci

    Gli effetti tossici dei farmaci posso­no essere classificati in farmacologici, patologici e genotossici (cioè determinano alterazioni del DNA), e la loro incidenza e gra­vità sono correlate, almeno oltre un certo limite, alle concentrazioni raggiunte dalle sostanze tossiche nell’organi­smo. Un esempio di tossicità farmacologica è rappresen­tato dall’eccessiva depressione del sistema nervoso cen­trale (SNC) provocata dai barbiturici. Un esempio di effetto patologico è il danno epatico prodotto dal paracetamolo: il suo metabolita è una specie altamente reattiva che si lega al glutatione; quando il contenuto cellulare di glutatione è depletato, il metabolita si lega alle macromolecole biologiche determinando morte delle cellule epatiche. Un esempio di effetto genotossico è l’induzione di formazioni neoplastiche…

  • Senza categoria

    Avvelenamento da piombo

    L'avvelenamento acuto da piombo è relativamente raro e si verifica in seguito a inge­stione di composti contenenti piombo solubili in acidi o per inalazione di vapori di piombo. A livello orale le manifestazio­ni immediate della tossicità sono un accentuato effetto astrin­gente, sete e sapore metallico. Seguono nausea, dolori addomi­nali e vomito. Il vomito può essere lattiginoso per la presenza di cloruro di piombo. Il dolore addominale, benché marcato, è diverso da quello tipico dell'avvelenamento cronico. Le feci possono essere nere per la presenza di solfuro di piombo e si possono manifestare diarrea e stipsi.

  • Senza categoria

    Inattivazione chimica

    Gli antidoti possono cambiare la natura chimica del veleno rendendolo meno tossico o prevenendone l'assorbimento. Ad esempio, l'avvelenamento da for­maldeide può essere trattato con ammoniaca a formare esametilentetramina; il bicarbonato di sodio trasforma lo ione ferroso in carbonato ferroso, che è scarsamente assorbito. L’inattivazione chimica è meno rapida ed efficace degli emetici, del carbone attivo e della lavanda gastrica.

  • Senza categoria

    Agenti chelanti

    Gli agenti chelanti sono antago­nisti dei metalli pesanti e sono sin­tetizzati espressamente allo scopo di competere con questi ultimi per i gruppi funzionali così da prevenire o neutralizzare gli effetti tossici da essi causati e aumen­tarne l’escrezione. L’efficacia di un agente chelante nel trattamento de­gli avvelenamenti da metalli pesanti dipende da vari fat­tori, in particolare dall’affinità per il metallo pesante ri­spetto a quella per i metalli essenziali presenti nell’orga­nismo e dalla capacità del chelante di mobilizzare il me­tallo dall’organismo una volta chelato. Il chelante ideale dovrebbe possedere le seguenti caratteristiche: Alta solubilità in acqua. Resistenza alla biotrasformazione. Capacità di raggiungere i siti di accumulo del metallo, di formare complessi non…