Medicina legale
Istigazione al suicidio
L'istigazione al suicidio è un reato previsto dall'articolo 580 del Codice Penale che sancisce che chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da 5 a 12 anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da 1 a 5 anni sempre che dal tentativo di suicido derivi una lesione personale grave o gravissima. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni 14 o comunque è priva della capacità d'intendere o di volere, si applicano le disposizioni relative all'omicidio (artt. 575-577 c.p.).
Acidificazione cadaverica
L’acidificazione cadaverica rientra tra i fenomeni cadaverici consecutivi. Nell’organismo vivente i tessuti e i liquidi hanno reazione leggermente alcalina; nel cadavere, invece, la reazione dei liquidi e dei tessuti diviene nettamente acida a causa dell’accumulo di acido lattico provocato dalla cessazione dei meccanismi ossido-riduttivi a livello cellulare. L’acidità cadaverica cessa col sopraggiungere della putrefazione, la quale provoca l’alcalinità dei tessuti. L’acidificazione è ritardata dalla bassa temperatura e favorita da quella elevata.
Deontologia medica
Con la locuzione "deontologia medica" s’intende l’obbligo ad una determinata condotta cui il medico deve attenersi nell'esercizio professionale, in forza di leggi e regolamenti raccolti in apposito codice da parte di organismi o associazioni mediche, nazionali o sopranazionali.
Precipitazione
La precipitazione, che rientra tra i grandi traumatismi, è lo spostamento rapido verso il basso di un corpo che si abbatte rovinosamente al suolo per effetto della forza di gravità; talora, tuttavia, la velocità con la quale il corpo raggiunge il suolo dipende dall’interazione di più fattori (gravità, massa corporea, resistenza all'aria, spinta di lancio, ecc.). Nella precipitazione si distinguono didatticamente tre fasi: la perdita di equilibrio, la sospensione nel vuoto e l'impatto al suolo.
Annegamento
L’annegamento è un tipo di asfissia prodotta dall’ingresso nei polmoni di fluidi che si sostituiscono all’aria provocando l’insufficienza respiratoria acuta. L’annegamento prevede cinque fasi: Fase di sorpresa: consiste in una profonda, ma rapida, inspirazione riflessa (in seguito a stimoli termici e meccanici scaturiti dal contatto con il mezzo annegante) che compie l’individuo appena caduto nell’acqua. Fase di resistenza: durante l’immersione le prime “boccate” d’acqua provocano uno spasmo serrato della glottide che impedisce la penetrazione di altra acqua nei polmoni. Questa fase di apnea iniziale durante la quale l’individuo si agita e cerca di riemergere, dura circa un minuto. Fase dispnoica: quando non è più possibile trattenere il respiro il soggetto…
Obiezione di coscienza
Riguardo l’interruzione volontaria di gravidanza, un aspetto di particolare interesse per i sanitari è quello attinente all’obiezione di coscienza, quale è esplicitamente previsto dall'articolo 9 della legge 194/1978.
Medicina legale civilistica
Il diritto privato regola i rapporti di coesistenza umana mediante norme che disciplinano le azioni dei cittadini tra di loro e quelle tra i cittadini e un ente pubblico agente come privato. Le norme possono essere precettive, proibitive o permissive. Articolo creato il 23 dicembre 2012. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.
Lesioni da elettricità
Le lesioni da elettricità possono originare da due diverse fonti: le correnti di uso domestico o industriale (folgorazione) o l'elettricità atmosferica (fulminazione). La corrente elettrica è generata dal flusso negativo di elettroni prodotto da una forza motrice, detta "tensione" o "voltaggio" (volt), dotata di una specifica intensità (Ampere) ed una frequenza (Hertz). Si è soliti dire che la nocività della corrente elettrica non risiede tanto nel voltaggio o nella tensione, ma bensì nell'amperaggio che indica la quantità di elettroni in movimento nella sezione di conduttore nell'unità di tempo.
Strangolamento
Lo strangolamento si determina per compressione del collo mediante un laccio o altro mezzo idoneo (spesso avvolto con più giri) mediante una forza esterna (diversa da quella del peso corporeo) applicata generalmente secondo un piano perpendicolare rispetto all’asse maggiore del collo. Di solito la forza estranea che effettua la trazione del laccio è quella muscolare delle braccia dell’aggressore che si pone o al davanti o, più spesso, alle spalle della vittima. Talvolta, invece, la costrizione viene esercitata mettendo in trazione il laccio attorno ad un’asta (garrottamento). Fisiopatologia dello strangolamento I tre meccanismi fisiopatologici che intervengono nello strangolamento sono gli stessi dell’impiccamento ma con modalità differenti: Fattore asfittico: riveste un ruolo…
Rapporto di causalità
La medicina legale ha rivolto da sempre una particolare attenzione al rapporto di causalità, la cui sussistenza è indispensabile al giurista per consentirgli di attribuire ad eventuali autori di fatti illeciti giuridicamente rilevanti le conseguenze di tali fatti, per l’applicazione di sanzioni o per gli obblighi di risarcimento del danno nei rispettivi ambiti penale e civile; ovvero per l’ammissione, prevista per legge, di vantaggi indennitari per i lavoratori assicurati quando sia ravvisabile un collegamento eziologico tra patologie ed attività ed ambienti di lavoro; ovvero, ancora, quando occorra stabilire un siffatto collegamento fra danni all’incolumità individuale ed eventi espressamente posti in garanzia da contratti di tipo privatistico nell’infortunistica privata. Il rapporto…