Anatomia microscopica
Struttura del fegato
La struttura del fegato è complessa. Al di sotto del rivestimento peritoneale, costituito da mesotelio e da uno strato sottomesoteliale fortemente aderente alla superficie epatica, il fegato è ricoperto da un denso strato di tessuto connettivo collagene con rare fibre elastiche. Questo strato di tessuto connettivo in cui decorrono vasi sanguiferi, linfatici e nervi costituisce una vera e propria capsula fibrosa strettamente legata al parenchima sottostante nel quale si addentra con brevi e robusti setti. In corrispondenza dell’ilo del fegato la capsula fibrosa si ispessisce e penetra all’interno dell’organo, accompagnando le ramificazioni dei vasi, dei condotti biliari e dei nervi e contribuendo a delimitare aree più piccole e circoscritte di…
Corpuscolo renale
Il corpuscolo renale (di Malpighi) rappresenta la prima parte del nefrone. Si presenta come un corpicciuolo sferoidale del diametro di 150-250 µm, localizzato nella parte convoluta della corticale, cioè fra i raggi midollari e nelle colonne renali; al contrario, i corpuscoli renali mancano nella cortex corticis. La funzione del corpuscolo renale è quella di formare l’urina primaria (o ultrafiltrato glomerulare) che in seguito, a livello del tubulo renale, sarà modificata per ottenere l’urina definitiva.
Tubulo prossimale
Il tubulo prossimale origina dal polo urinario del corpuscolo renale (di Malpighi); alla sua origine presenta un restringimento anulare, il colletto; assume quindi un decorso estremamente tortuoso (segmento contorto o convoluto) compiendo numerose anse contenute nella parte convoluta della corticale. Nella sua porzione terminale si fa rettilineo (segmento rettilineo) e penetra nel raggio midollare più vicino dove prosegue nell'ansa del nefrone. Ha un diametro di 40-60 mm e una lunghezza media di circa 14 mm.
Struttura della milza
La milza è avvolta da una spessa capsula di tessuto connettivo denso contenente un esiguo corredo di tessuto muscolare liscio. Dalla superficie interna della capsula ha origine un complesso di spesse trabecole che si arrestano a breve distanza dalla capsula stessa e, pertanto, non suddividono l’organo in lobi e lobuli. Sulla faccia mediale della milza, la capsula si approfonda nella regione dell’ilo. I vasi arteriosi si distribuiscono nello spessore delle trabecole capsulari e le abbandonano quindi per passare nel parenchima dell’organo.
Epicardio
L’epicardio èuna membrana sierosa sottile e trasparente che riveste la superficie esterna del cuore e si estende fino alla radice dei grossi vasi dove si riflette nello strato sieroso parietale che tappezza il pericardio fibroso. È costituito da un singolo strato di cellule mesoteliali appiattite che riposa su una sottile lamina di tessuto connettivo denso, ricca di fibre elastiche. Sotto l’epicardio si trova uno strato sottoepicardico, connettivale lasso, dove si può raccogliere, particolarmente in corrispondenza dei solchi, tessuto adiposo che forma il grasso sottoepicardico. Articolo creato il 12 luglio 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.
Struttura del tubulo retto e della rete testis
Sia i tubuli retti che la rete testis non hanno parete propria essendo rappresentati da un sistema canalicolare, contenente spermatozoi liberi, scavato nel tessuto fibroso del mediastino testicolare. L’epitelio che riveste la superficie interna dei tubuli retti fa seguito all’epitelio germinativo dei tubuli seminiferi ed è rappresentato da un epitelio cubico semplice, privo di caratteristiche particolari. Anche l’epitelio che tappezza le cavità della rete testis è cubico semplice: l’apice delle cellule è fornito di corti e radi microvilli e presenta sovente un ciglio solitario. Articolo creato il 16 marzo 2012. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.
Miocardio
Il miocardio, ossia la tonaca muscolare del cuore, è, rispetto ad epicardio ed endocardio, lo strato di maggiore entità; dal suo sviluppo dipende lo spessore dell'intera parete. Deriva dal tratto di splancnopleura (mesoderma) che circonda il tubo endoteliale cardiaco ed è costituito da tessuto muscolare striato cardiaco che, adifferenza del tessuto muscolare striato scheletrico che è formato da sincizi polinucleati, è costituito da fibre muscolari che sono elementi cellulari distinti. Le fibre miocardiche (o fibre muscolari striate cardiache) presentano peculiarità rispetto alle fibre muscolari striate scheletriche.
Follicoli primordiali
I follicoli primordiali rappresentano il primo stadio dei follicoli oofori evolutivi e sono rappresentati da un oocita (diametro di 25-30 μm), circondato da uno strato di cellule follicolari appiattite, all’esterno delle quali si trova una lamina basale. L’oocita è allo stadio di primo ordine, bloccato nella profase della prima divisione meiotica. Al microscopio elettronico è caratteristica la presenza nel citoplasma di mitocondri arrotondati a disposizione perinucleare e di lamelle anulate che, nell’insieme, formano il cosiddetto corpo vitellino di Balbiani. I follicoli primordiali sono quiescenti, suscettibili di evolvere in follicoli primari o di regredire senza lasciare traccia. Colorazione Mallory Azan). A maggiore ingrandimento si riesce ad evidenziare la struttura del follicolo…
Struttura della ghiandola sottomandibolare
Le ghiandole sottomandibolari sono ghiandole a secrezione mista, siero-mucosa. La secrezione sierosa è tuttavia prevalente e pertanto molti territori della ghiandola sono esclusivamente composti da acini, condotti preterminali e condotti striati eguali a quelli descritti nella parotide. Accanto a queste zone se ne trovano altre a secrezione mista; non si reperiscono invece lobuli a secrezione mucosa pura. Nei lobuli misti gli adenomeri sono dati da semilune sierose che continuano in tubuli mucosi. I tubuli mucosi sostituiscono i condotti preterminali. I condotti striati sono sempre ben evidenti. Il condotto principale della ghiandola sottomandibolare ha struttura simile a quella del condotto parotideo. Ghiandola sottomandibolare di uomo. (Colorazione Mallory Azan). È una ghiandola…
Alveolo polmonare
L’alveolo polmonare ha la parete costituita da un epitelio di rivestimento (epitelio alveolare) e da un sottostante strato connettivale ricco in capillari. L’epitelio alveolare è semplice e nell’insieme appiattito. Vi si distinguono due tipi di cellule, pneumociti di I tipo e pneumociti di II tipo. Oltre alle cellule epiteliali possono inoltre trovarsi, nella parete dell’alveolo o nella cavità, macrofagi che provengono dai setti interalveolari (macrofagi alveolari). I macrofagi alveolari sono voluminosi elementi rotondeggianti; date le loro caratteristiche di cellule migranti, essi si ritrovano, oltre che nei setti interalveolari, tra le cellule dell’epitelio alveolare o libere, nel lume degli alveoli. Particolarmente quando si ritrovano in sede epiteliale, essi hanno alcuni dei…